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Tutto ciò non deve trarci però in inganno. Se è vero che la falconeria non è più un qualcosa d’elitario, esiste però un canone etico cui è bene che il falconiere risponda.
Un falconiere, e nel libro ci sono diversi passaggi ed opportunità per comprenderlo, è un uomo che si avvicina ad un mondo senza parole, senza bisogno della “chiarezza” così come la intendiamo noi esseri umani. Si tratta quasi sempre di emozioni, d’intese fatte da sottili tele che si costruiscono nel tempo e con la fiducia reciproca (da guadagnarsi).
Difficilmente può esistere qualcuno che praticando quest’arte non si sia mai posto qualche domanda profonda e probabilmente anche esistenziale.
Il falco diviene un legame col “mondo perduto” della Natura, da cui troppo spesso oggi l’uomo è fuggente, quasi fosse male ogni cosa che esso fa, ogni suo rapporto con l’ambiente. E spesso, in questo controsenso (visto che siamo anche noi creature volute dalla Natura), ci si dimentica che l’interazione con la Natura è qualcosa di complesso e che comunque ne facciamo parte indissolubilmente.
A volte, cercando di proteggere la Natura, ci si trasforma in quello spettatore esterno che dimentica però d’essere egli stesso un protagonista.

Nel Trattato, quindi, possono essere compresi i significati della falconeria, le sue regole basilari, il suo codice di condotta.

La speranza, quindi, è che questo libro possa sempre rappresentare un punto fermo, una visione della falconeria non antica, ma fondata su una precisa filosofia.
La falconeria non è solo volo e caccia. E’ un’arte, e nessuna arte è estranea ad una storia, una filosofia ed una deontologia. Se ciò accadesse, quello che si vedrebbe non potrebbe essere correttamente definito come falconeria.
Questo libro rappresenta, tra le altre cose, il riassunto di migliaia di voli, di esperienze fatte dall’uomo e i suoi falchi. E’ il frutto di una falconeria vissuta, respirata ogni giorno per più di trent’anni e che mai si è mescolata con un fine esterno, vuoi economico, vuoi esibizionistico.
La si potrebbe definire una falconeria pura, genuina, in un contesto dove invece i valori artistico e culturale di questa meravigliosa e antica attività vanno sempre più perdendosi, lasciando spazio ad una “falconeria commerciale”, ad una falconeria “grezza” che nulla ha a che vedere con la storia e l’anima della falconeria.

Prima dicevamo che la falconeria ora è di tutti. E’ un bene, perché è diritto di chiunque voglia quello di sperimentare una simile esperienza.
Ma esiste un rischio, quello che essa finisca nelle mani di coloro che non la capiscono pienamente.
La falconeria non si conclude nel volo e nella caccia di un falco.
La falconeria può rimanere un semplice hobby, fatto a tempo perso (e non è falconeria) o può diventare, tra le altre cose, un motivo di riflessione, di crescita ed un modo per cogliere il valore di un mondo che si perde sempre di più, quello della Natura (e diviene il massimo della falconeria).

Concludendo dobbiamo inoltre sottolineare un'altra importante novità. Oltre alle tecniche d'addestramento utilizzate per i falconi, é possibile in questo testo trovare istruzioni accurate per l'addestramento dell'astore, sensibilmente differente da quello dei classici rapaci da falconeria. Quindi, anche per l'astore, troveremo una descrizione del periodo di addestramento suddiviso giorno per giorno, per poter accompagnare l'allievo nei punti importanti per la messa in volo di un animale simile.

 

Per informazioni:


Giovanni Goj

 

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