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L’astore fa parte della famiglia degli
accipitridi. Taluni tassonomisti moderni sono soliti suddividere
i rapaci in falconiformi e accipitriformi, anziché
riunirli tutti nel grande gruppo dei falconiformi.
Effettivamente una tale scelta trova conferma nelle notevoli differenze morfologiche
tra i due ordini animali.
Gli accipitridi sono animali particolari, ben adattati al volo veleggiato
e a quello acrobatico (anche astori e sparvieri sono molto adattati a
questa tipologia di volo che si può notare durante i periodi migratori
e nelle giornate ventose; raggiungono in queste occasioni anche altezze consistenti
di 100-200 e più metri) e generalmente molto più armati,
come artigli, dei falconiformi. L’uccisione della preda avviene
con gli artigli e il becco viene utilizzato praticamente solo per l’alimentazione.
Al contrario i falconiformi utilizzano anche il becco per uccidere
e porre fine alla vita della preda. Gli accipitriformi, inoltre,
raramente attendono la morte della preda per iniziare il pasto. I falconi
sono invece generalmente rapidi nell’uccidere la preda e non cominciano
ad alimentarsi prima che questa abbia finito di sbattere.
L’astore è un accipitride di grandi dimensioni. E’
un animale relativamente complesso da addestrare perché richiede un
grande impiego di tempo e pazienza. La pazienza, solitamente, non è
una delle doti sempre presenti nell’allievo falconiere, che è
impaziente d’osservare i risultati, di conseguenza è sconsigliabile
(ma non impedito) cominciare la propria attività di falconeria
con questo animale.
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Il dimorfismo sessuale è molto manifesto,
essendo la femmina di gran lunga più grande e potente del maschio.
E’ un animale adattissimo per la caccia nel bosco, probabilmente con
esso è possibile effettuare vere e proprie battute di caccia a regola
d’arte.
Viene addestrato in modo tale da seguire il falconiere di albero in albero
o ai confini del bosco o al suo interno. Regolarmente verrà richiamato
a pugno e ricompensato. Al comparire di una preda è un animale dai
riflessi fulminei e dalla manovrabilità impressionante. L’azione
di caccia è breve e intensa.
L’azione dell’astore è quindi basata sulla velocità
di tutta l’azione venatoria. La livrea di questo uccello consente una
quasi perfetta mimesi all’interno del bosco, ove fenomeni di chiaro-scuro
lo fanno confondere molto bene con l’intrico dei rami su cui usualmente
passa il tempo scrutando il sottobosco e le campagne circostanti.
Nel bosco diviene difficoltosa la sua visione qualora non si muova (soprattutto
se è guardingo sopra la preda e completamente immobilizzato a causa
dei rumori che possiamo produrre avvicinandoci), di conseguenza si consiglia
di applicare alla sua coda un paio di campanelli sostenuti da una molla che
amplifichi e ripeta ogni minimo suo movimento, consentendone l’individuazione.
L’astore è un basso volo, un
uccello da bosco. La caccia in campo aperto è praticabile, ma priva
di quella spettacolarità e suspance tipica dell’azione all’interno
del suo ambiente naturale. Il maggior vantaggio di quest’animale è
la sua estrema manovrabilità, il basso carico alare e la conformazione
alare, nonché lo scatto e la velocità. Tutto questo non è
apprezzabile in spazi aperti, tranne forse la presenza della potenza e dello
scatto (che comunque hanno durata limitata, l’astore è un
centometrista e non un resistente). L’azione di caccia su terreno
aperto si conclude spesso con le caratteristiche predatorie tipiche dei rapaci
“persecutori”, essendo in queste condizioni piuttosto rara la
cattura in volo della preda (in spazi aperti la velocità del selvatico
è notevole).
Tale modalità di caccia non esalta le reali potenzialità di
questo accipitride.
L’astore è un animale d’agguato. Non appena individua la
preda la sua attenzione si focalizza completamente su di essa. Sembrerebbe
quasi che l’astore abbia come unico scopo della vita quello di uccidere
e appare come cronicamente affamato e in cerca di cibo.
Questa sua tipicità si ripercuote anche in ambito captivo, in cui l’elusività
e l’iper-reattività si tramutano in nell’agitazione tipica
della specie. Soltanto un paziente addestramento e la competenza dell’addestratore
possono far sì che tale sua peculiarità venga in qualche modo
placata e gestita.
E’ importante ricordare che nessun astore si sottometterà mai
al falconiere. Più che addestrato, l’astore, può essere
condizionato (come ben sottolineato nel “Trattato di Falconeria”
di Amedeo Arpa).
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Questa sua diffidenza dovrà inoltre
essere controllata dal falconiere onde evitare di perdere l’animale.
Nonostante sia un uccello di bosco che difficilmente si allontana molto, è
essenziale apporgli la radio trasmittente. Si tenga conto che nel bosco gli
alberi effettuano una grande interferenza alle onde radio, rendendo difficile
o impossibile la localizzazione dell’animale.
Per evitare di perderlo è importante che il falconiere sappia intuire
la condizione dell’animale che deve sempre essere il più vicino
possibile allo yarak, quindi alla perfetta condizione di volo. In questi termini
è utile che non venga utilizzato come primo animale addestrato, proprio
perché nella maggior parte dei casi una corretta sensibilità
nel cogliere e interpretare i comportamenti di tale accipitride, è
raggiunta solo dopo una corretta esperienza con animali più “espliciti”
nel manifestare la loro condizione.
Essenziale, come sempre, il fatto di pesare l’animale prima dei voli
e di desistere qualora sussistano dubbi sulla sua condizione.
Evitare di creare le condizioni che possano produrre una situazione di rischio
in cui si renda possibile la fuga del falco.
Nota: trattandosi
di un animale spesso molto nervoso, è utile porre molta attenzione
alla coda dello stesso, facilmente danneggiabile dalla sua tendenza a "sbattere"
e dall'abitudine di "puntellarsi" durante le operazioni di spennatura
della preda e d'alimentazione. E' quindi utile avviarsi immediatamente verso
l'astore una volta che questi abbia abbattuto la preda e sollevarlo sul pugno,
sostituendo la preda con una ricompensa di carne, in modo tale da poter meglio
gestire la coda dello stesso.
Quando l'animale è in periodo di caccia, è utile far mangiare
sempre l'animale sul pugno per evitare l'usura delle timoniere.
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